martedì 3 novembre 2015

Le pensioni in Francia: l’erba del giardino del vicino é sempre più verde?



Anche in Francia il Sistema pensionistico, con la riforma del 2010, è andato incontro a delle restrizioni  ed anche per i cugini francesi si prospettano dei peggioramenti e allungamento dei requisiti pensionistici ma mai quanto in Italia dove dal 2011 vige la legge più rigida e peggiore d’Europa.
Riproponiamo ancora alcuni stralci di un Dossier della Camera dei Deputati elaborato nel 2013 tanto per fare ancora una comparazione con lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati che superato il confine di Menton hanno tutt’altro trattamento di quello riservato agli italiani dalla legge Fornero.

“Una riforma del sistema pensionistico francese è stata approvata nel 2010 e comporta, tra l’altro, un progressivo ravvicinamento tra il settore pubblico e il settore privato.
La pensione di vecchiaia nel regime pensionistico generale
La riforma del 2010 si applica ai nati dopo il 1° luglio 1951.
Le norme attualmente in vigore prevedono l’allungamento della vita attiva ed elevano innanzitutto l’età legale e il periodo contributivo necessari per avere diritto alla liquidazione di una pensione e l’età per una pensione a “tasso pieno”, per le professioni del settore privato e del settore pubblico assoggettate al regime pensionistico generale
A partire dal 1° luglio 2011, l’età legale minima per avere diritto alla liquidazione di una pensione (età al di sotto della quale non è possibile richiedere la liquidazione della pensione) viene elevata progressivamente da 60 a62 anni (è previsto un aumento, secondo l’anno di nascita, di 4-5 mesi ogni anno fino al 2017) con alcuni adattamenti per talune attività lavorative.
Sempre a partire dalla medesima data, anche la durata del periodo contributivo necessario al calcolo dell’ammontare della pensione viene allungata di un trimestre all’anno, in base all’anno di nascita, per adeguarla alle aspettative di vita: da 40 anni e due trimestri per i nati prima del 1° luglio 1951 a41 anni e 1 trimestre per i nati nel 1953 e nel 1954. Per i nati a partire dal 1955 la durata del periodo contributivo sarà fissata per decreto entro la fine dell’anno del 56° compleanno (ad esempio, per i nati nel 1955 e nel 1956 è stato indicato un periodo di 41 anni e due trimestri).”
“Tuttavia nel luglio 2012 è stata introdotta una modifica alla riforma del 2010 con il “Decreto Holland”, entrato in vigore dal 1° novembre 2012, che ha fissato le condizioni di apertura al diritto alla pensione anticipata a 60 anni per coloro che abbiano già raggiunto il periodo contributivo previsto per la loro generazione, avendo cominciato a lavorare prima dei 20 anni di età (sono stati estesi così i casi di pensionamento anticipato per carrières longues;).”
“In caso di raggiungimento dell’età legale minima per la pensione senza aver raggiunto il relativo periodo contributivo necessario alla pensione a “tasso pieno”, l’eventuale richiesta di liquidazione della pensione sarà ammessa, ma con l’applicazione di un sistema di penalizzazioni (décotes) percentuali per ogni trimestre mancante al periodo contributivo di riferimento, fino ad un numero massimo consentito di trimestri, variabile a seconda dell’anno di nascita e del settore privato o pubblico di appartenenza dell’interessato. La décote si applica al tasso di liquidazione della pensione per gli assicurati”
“La riforma del 2010 ha previsto diverse eccezioni all’applicazione del regime pensionistico generale così riformulato, con trattamenti differenziati per alcune categorie di assicurati.
La stessa riforma ha riconosciuto la possibilità di pensionamento anticipato in caso di:
“carrières longues”: gli assicurati che abbiano iniziato la loro attività lavorativa tra i 14 e i 17 anni potranno continuare ad andare in pensione a 60 anni o anche prima (con un progressivo aumento dell’età pensionabile di 4 mesi l’anno sino al tetto dei 60 anni, in base all’anno di nascita e all’età di entrata nel mondo del lavoro);”
Tavola riepilogativa del regime generale
Anno di nascita
Età minima per la pensione
Età per la pensione a “tasso pieno”
Periodo contributivo per una pensione “a tasso pieno”

anni + mesi
anni + mesi
anni
trimestri
fino al 1950
60
65
40
2
fino al 1° luglio 1951
60
65
40
3
dal 1° luglio 1951 al 31 dicembre 1951
60+4
65+4
1952
60 +9
65+9
41

1953
61+2
66-2
41
1
1954
61+7
66+7
1955 -1956
62
67
41
2
dal 1957
62
67
Fissata per decreto nell’anno del 56° compleanno
Fonte: Ministère du travail, de l’emploi et de la santé
Fonte: Dossier della Camera dei Deputati “Recenti riforme in materia pensionistica in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. N. 3 -Giugno 2013

Si segnala anche l’articolo Pensioni, dossier della Camera: il sistema italiano? Il più ... www.ilfattoquotidiano.it › Palazzi & Potere22 lug 2015  

E' la storia delle pensioni italiane, vero e proprio macigno .... In Francia, la pensione anticipata è prevista in tre casi: tra i 56 e i 60 anni di età ...


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