domenica 16 luglio 2017

Boeri riparte all’attacco: no a qualsiasi cambiamento dei lunghi requisiti pensionistici


“Si all’automatismo che aumenta all’infinito età e contributi per l’accesso alla pensione” questo è il succo del pensiero del Presidente dell’Inps espresso in una intervista rilasciata al “Sole24Ore” (16 luglio 2017)  ipotizzando un costo addirittura di 141 miliardi:

Boeri: «Pensioni, lo stop a 67 anni costa 141 miliardi» - Il Sole 24 ORE


Un punto di vista che stride rispetto ai risparmi sulle pensioni calcolati nel Def 2017 di circa 900 miliardi come ha ricordato Damiano (“il Documento di Economia e Finanza del 2017 indica con chiarezza i risparmi cumulativi che si produrranno con le varie riforme pensionistiche dal 2004 al 2050: si tratta di 60 punti di PIL, per un valore di circa 900 miliardi di euro…”Ansa). Damiano insieme a Sacconi non chiede l’abolizione dell’adeguamento all’aspettativa di vita dei requisiti pensionistici ma solo un semplice rinvio ma per Boeri anche un minimo rinvio è troppo “costoso”.
Inoltre sempre del Presidente della Commissione Lavoro della Camera in un’altra nota Ansa viene riportata la seguente dichiarazione: “L’errore di questi calcoli – spiega – deriva dal fatto che si sommano ai costi previdenziali anche quelli per l’assistenza e, soprattutto, non si considera il peso delle tasse sulle pensioni. Tasse che ammontano a circa 50 miliardi di euro all’anno e che vengono, quindi, restituite allo Stato dai pensionati: di conseguenza non è giusto calcolarle come costo. In questo caso come dargli torto quando, oltretutto, in Italia i pensionati pagano le tasse tra le più alte d’Europa?
Inoltre, Boeri, tornando ai requisiti pensionistici, fa una comparazione con gli altri Paesi europei ed alla domanda Chi chiede il blocco dice che l’Italia ha i requisiti di pensionamento più alti d’Europa, livelli insostenibili.
Ha così risposto:
Non è vero. Bisogna guardare all’età effettiva di pensionamento, che in Italia è più bassa che in Germania e della media europea. I dati 2014 lo dimostrano: da noi si va in pensione appena sopra ai 62 anni, mentre in Germania a 65 anni.

Boeri cita la Germania dove le pensioni sono tassate con aliquote molto basse e ai 67 anni di età forse ci arriverà nel 2029 senza avere problemi occupazionali dei giovani (purtroppo o meno male ci vanno a lavorare anche molti nostri giovani anziché aspettare il ricambio generazionale che non arriva mai grazie anche alle teorie di Boeri).

Difficile da capire le affermazioni del Presidente Inps per chi ora come ora accede alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età, il requisito più alto d’Europa in assoluto.
Probabilmente fa una media ma bisogna vedere con chi fa tale media. 
La “media”, statisticamente parlando, è sempre di moda come la media del famoso “pollo” peccato che in questo caso non si stia parlando di polli ma di pensione previdenziale dei giorni nostri “guadagnata” attraverso anche i versamenti contributivi di tanti anni di lavoro e non di pensioni baby, pensioni d’oro e vitalizi più o meno privilegiati di ieri ed anche di oggi.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Leggendo le dichiarazioni di Boeri viene da pensare che le categorie privilegiate che vanno in pensione al di fuori delle regole Fornero (politici, giornalisti, militari, bancari, ecc. ecc.), siano una necessità del sistema. Solo così, infatti, i conti tornano con la media dei 62 anni ricordata da Boeri. Non altrettanto tornano a chi dovrà, obtorto collo, pensionarsi a 67 anni e mezzo (vecchiaia) o dopo 43 anni e 6 mesi di contribuzione (anticipata). Un ultima cosa: come si farà poi a chiamare pensione *ANTICIPATA* quella erogata dopo oltre 43 anni di contribuzione per me resta un mistero, ma probabilmente in questi casi nulla è lasciato al dettaglio e anche l'aspetto semantico ha la sua importanza per "intortare" le masse...

Driver

Francesco ha detto...

Lo dico senza cattiveria: Boeri Poletti, una faccia una razza!

kesten ha detto...

Premesso che, assicurare una contribuzione previdenziale oltre i 40 anni di versamenti sarà un sacrificio che non aiuterà i nostri figli, e neppure i nostri nipoti, perché questi non ne avranno. Trovandosi disoccupati non potranno far famiglia, avere ne figli,e contribuire con i loro consumi all'aumento del PIL. l'unica spiegazione é che una contribuzione così esasperata e controproducente serve a garantire coloro che godono di benefici previdenziali oggi senza che abbiano mai pagato contributi e che non li non li pagheranno mai. Chi oggi lavora paga i contributi per sostenere le pesioni dei cittadini non attivi pensionati con le precedenti modalità. Va da se che bruciare completamente una generazione di giovani non produrrà alcun beneficio per per il futuro. garantisce solo la sicurezza dei conti pubblici attuali. ....... il futuro non c'é. E forse è questo che BOERI ci fa capire nel nostro futuro non c'é una pesione ci sono solo i contributi.

francesco ha detto...

io ho 63 anni e andrò in pensione a 67. i miei 2 figli,secondo Boeri ,dovrebbero andarci a 70 anni per non indispettire i mercati.
Per prima cosa sta storia del "c'è lo chiedono i mercati" ha definitivamente rotto.si tratta di gruppi di persone votate alla speculazione che comprano e vendono,anche senza possederli ,prodotti finanziari ,speculando appunto sulle notizie e non sulla sostanza.(in realtà a questa gente dell'aspettativa di vita non frega niente).
io inviterei questo signore che ha 58 anni a lavorare per i prossimi 12 anni in fabbrica, magari in un capannone (e ce ne sono tanti) umidi e gelidi in inverno e torridi in estate. penso che a quel punto ,sull'età pensionabile cambierebbe idea.

scartabagat ha detto...

Secondo me quello che il boeri si guarda bene dal dire è la porcheria che sta dietro il sistema come stabilito dalla legge fornero, perchè di autentica porcheria si tratta.
Tutti gli esperti di pianificazione finanziaria per le generazioni future parlano di bridgin the gap, cioè il problema del futuro sarà poter mantenere un lavoro fino alla pensione, dopo di chè si prevede un maggior benessere in quanto lavorando 10-15 anni piu di chi è andato in pensione a 50 anni la pensione sarebbe stata piu' cospiqua.
Qui sta il giochetto, il sistema contributivo è coerente, ti danno per quanto paghi, l'aspettativa di vita non incide, lavoro piu' anni, pago piu' contributi, incassero di piu', il coefficiente di trasformazione è calcolato sugli anni che ti rimangono da vivere, gli anni per i quali godere la pensione son sempre gli stessi, qualsiasi sistema serio funziona cosi.
Il sistema fornero e a questo punto anche sistema boeri e sistema damiano non funziona cosi, piu' lavori, piu' paghi e meno guadagni, evidentemente una presa in giro legalizzata e questo perchè la legge fornero ha applicato l'aspettativa di vita anche al coefficiente di trasformazione, occorrerebbe una class action per chiedere indietro i danni a questi compari, cio fa si che tu potresti anche pagare contributi per 100 anni e prenderesti sempre gli stessi soldi di pensione, una vergogna, nessun tipo di assicurazione o investimento finanziario sarebbe vendibile fatto così. Ma i dieci anni o 15 anni di contributi che si pagheranno in piu' per godere gli stessi anni di pensione alla stessa cifra o anche meno chi se li intasca?