giovedì 13 luglio 2017

Cgil, Cisl e Uil hanno discusso del rilancio della vertenza pensioni

Concretizzare la fase due dell’intesa firmata con il governo il 28 settembre 2016.
Sembra questo il maggiore obiettivo proposto all’assemblea dei quadri e delegati Cgil, Cisl e Uil da parte dei segretari confederali Roberto GhiselliMaurizio Petriccioli e Domenico Proietti con particolare sottolineatura della proposta di pensione contributiva di garanzia, flessibilità in uscita, superamento dell’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici in base all’aspettativa di vita, rilancio della previdenza complementare, tutela del potere d’acquisto dei trattamenti pensionistici in essere riforma della governante di Inps e Inail e separazione contabile tra previdenza e assistenza.
Per quanto riguarda le mobilitazioni/manifestazioni o eventuale sciopero generale (?) solo una generica dichiarazione “Il sindacato è mobilitato per conseguire questi importanti obiettivi” che conclude il comunicato di seguito riportato:
 Roma, 13 luglio – “Cgil, Cisl e Uil sono determinate a continuare il confronto con il Governo per sviluppare i temi individuati un anno fa nel Verbale di sintesi e realizzare così un nuovo disegno organico, sostenibile economicamente e socialmente, per il nostro sistema previdenziale, in coerenza con la Piattaforma sindacale unitaria. Ma il tavolo dovrà portare a risposte positive da concretizzare già nella prossima legge di bilancio. Il sindacato è mobilitato per conseguire questi obiettivi”. Questo il messaggio lanciato dall’Attivo nazionale dei quadri e dei delegati di Cgil, Cisl e Uil sulla Fase due del confronto con l’Esecutivo sulla previdenza, tenutosi questa mattina a Roma.
I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Roberto GhiselliMaurizio Petriccioli e Domenico Proietti hanno innanzitutto rilanciato la proposta della pensione contributiva di garanzia “per dare prospettiva previdenziale ai giovani e a chi ha carriere lavorative fragili”, che “dovrà essere incardinata nel sistema contributivo ma con dei correttivi solidaristici, sostenuti dalla fiscalità generale, e che dovrà valorizzare anche il lavoro di cura e le specificità di genere”.
Centrali i nodi della flessibilità in uscita e del superamento degli automatismi legati alle aspettative di vita poiché “non è pensabile ipotizzare ulteriori aumenti dell’età pensionabile, dal momento che già oggi le norme italiane sono fra le più penalizzanti in Europa. Occorre tenere conto dei profili sociali e delle differenze legate ai singoli percorsi lavorativi”.
Nella Fase due si deve intervenire anche sulla previdenza complementare. Obiettivo dei sindacati “rimuovere gli ostacoli che oggi limitano l’accesso ai lavoratori dei settori pubblici e privati, a cominciare dai dipendenti delle piccole e piccolissime imprese”. Importante poi “favorire l’investimento di una parte delle risorse dei Fondi pensione contrattuali in investimenti strategici per il Paese” e “la parificazione della tassazione fra i lavoratori pubblici e privati”.
Inoltre “occorre sostenere la tutela del potere d’acquisto dei trattamenti pensionistici in essere”.
Infine sono state ribadite le richieste di riforma della governance di Inps e Inail e di “completare il processo di separazione contabile tra previdenza e assistenza”.
“Siamo consapevoli che questo confronto si svolge nella fase particolare di fine legislatura, ma proprio per questo – hanno concluso Ghiselli, Petriccioli e Proietti – chiediamo coerenza e concretezza, poiché l’unica e ultima possibilità di intervenire è la legge di Bilancio. Il sindacato è mobilitato per conseguire questi importanti obiettivi”.

2 commenti:

Salvo ha detto...

sono passati 9 mesi e non è cambiato nulla........ siamo ancora ai tavoli.... il 28 settembre il protocollo di intesa fa un anno, aspettiamo che cammini da solo come i neonati?


Quante chiacchere per nulla, quanto tempo perso per i nostri figli, quanto.............. niente....

Anonimo ha detto...

Pietrino ha detto...
Cgil Cisl e Uil sono i maggiori responsabili del disastro pensioni in Italia continuano a chiedere cose irrealizzabili adesso, perché parlano delle pensioni dei nostri figli vale a dire fra 40 anni...