sabato 15 luglio 2017

L’Europa dei diversamente pensionati…

?

In una proposta di legge attualmente in discussione alla Camera sull’invecchiamento attivo ("Disposizioni concernenti l'impiego delle persone anziane da parte delle amministrazioni locali per lo svolgimento di lavori di utilità sociale") si parla di volontariato da parte degli anziani. Sono definiti tali coloro che sono titolari di trattamenti di quiescenza, anche anticipati, o che abbiano raggiunto l'età pensionabile. Per tale proposta di legge si è pervenuto ad un testo unificato adottato a giugno 2017 (Testo unificato elaborato dal comitato ristretto adottato come testo base dalla commissione Affari Sociali - pag. 80 - Scarica il PDF) la cui discussione è ancora in corso mentre si parla di allungare i requisiti pensionistici in Italia a causa dell’automatismo previsto dalla norma sull’adeguamento in base all’aspettativa di vita.
Adeguamento che riguarderà tutte le tipologie di pensionamento ed in particolare quella di vecchiaia e quella anticipata che secondo le stime non confermate potrebbero far allungare ancora di cinque mesi il limite per raggiungere la qualifica di ANZIANO ITALIANO.
In queste condizioni l’invecchiamento attivo tramite volontariato sarà sempre più difficile praticarlo se prima non viene spezzata la tendenza di costringere gli anziani al lavoro forzato nei posti di lavoro (senza libera scelta...) introducendo, invece, per tutti il pensionamento dai 62 anni di età oppure con massimo 41 anni di contribuzione a qualsiasi età e prevedendo particolari agevolazioni per le donne lavoratrici così come per gli invalidi anche sotto la soglia del 74% di percentuale.

COME FUNZIONA IN EUROPA OVVERO QUANDO SI DIVENTA  ANZIANI NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI?

Negli altri Paesi europei a cui siamo legati da molti trattati, spesso non convenienti, non sono previsti i lunghi requisiti pensionistici determinati dalla legge Fornero ma non solo:

PENSIONE DI VECCHIAIA 

Quella che segue è una breve sintesi dei requisiti pensionistici per l'accesso al pensionamento in Italia ed in altri Paesi europei:

ITALIA 

Il pensionamento viene gradualmente aumentato anche in base all'aumento della speranza di vita.

Dal 1° gennaio 2016 per le lavoratrici del settore privato il requisito è  65 anni e 7 mesi (fino al 31 dicembre 2017);

per le lavoratrici autonome e para-subordinate, 66 anni e 1 mese (fino al 31 dicembre 2017);

per i lavoratori di sesso maschile del settore privato, i lavoratori autonomi e para-subordinati, 66 anni e 7 mesi (fino al 31 dicembre 2018);

per i dipendenti pubblici (uomini e donne), 66 anni e 7 mesi (fino al 31 dicembre 2018)

Dal dal 1°gennaio 2018 completa equiparazione per tutti (donne e uomini) (ex articolo 24, comma 6, del D.L. 201/2011) 66 anni e 7 mesi con possibilità di aumento in base all’aspettativa di vita dal 1° gennaio 2019 (67 anni per tutti?)

Altri Paesi europei - requisito di accesso alla pensione di vecchiaia:

Austria – uomini 65 anni – donne 60 anni

Belgio – 65 anni uomini e donne

Cipro – 65 anni uomini e donne

Croazia - 65 anni uomini - donne 61 anni

Danimarca - 65 anni uomini e donne

Estonia - uomini 63 anni – donne 62 anni

Finlandia - dai 63 ai 68 anni (libera scelta)

Francia - 62 anni uomini e donne

Germania – La legge sull'adeguamento dell'età pensionabile per lo sviluppo demografico e il rafforzamento dei principi di finanziamento legale di assicurazione pensionistica (Evo Act – RV Altersgrenzenanpassungsgesetz) del 20 aprile 2007 prevede che l'età pensionabile debba essere gradualmente aumentata a 67 anni da raggiungere nel 2029, salvo nuovi ripensamenti da parte dei governi.

Liechtenstein - 64 anni uomini e donne

Lituania - uomini 63 anni - donne 61

Lussemburgo - 65 anni uomini e donne

Malta - 62 anni uomini e donne

Regno Unito - 65 anni uomini e donne

Repubblica Ceca – 63 anni uomini e donne

Romania 65 anni - uomini e donne

Spagna 65 anni - uomini e donne

Slovenia 65 anni - uomini e donne

Slovacchia - 62 uomini e donne

Svezia - dai 61 ai 67 anni uomini e donne

Svizzera - uomini 65 - donne 64

Ungheria - 63 anni uomini e donne

Per maggiori ragguagli e precisazioni sui dati, compresa la pensione anticipata in Europa vedi Il dossier - Camera dei Deputati del 2015.

Considerato quanto sopra l’Italia, anziché continuare a fare da battistrada verso il peggio, dovrebbe invece seguire l’esempio di altri Paesi che, nonostante la crisi economica dei quasi ultimi dieci anni, non hanno peggiorato più di tanto i loro sistemi pensionistici seppur prevedendo in diverse realtà delle penalizzazioni per la flessibilità pensionistica oppure dei bonus per chi volontariamente rimane al lavoro più a lungo. 

In particolare è da segnalare, ancora una volta, la Francia che mantiene un sistema equilibrato tenendo in considerazione l’aumento dell’età media di vita (vedi Le pensioni in Francia:l’erba del giardino del vicino é sempre più verde?)

Nessun commento: